Rapporti recenti suggeriscono che l’amministrazione Trump ha sfruttato l’intelligenza artificiale in almeno due casi di presunta interferenza straniera: la destabilizzazione che ha portato alla rimozione del presidente venezuelano Nicolás Maduro e la pianificazione di attacchi che hanno portato alla morte del leader supremo iraniano, l’Ayatollah Ali Khamenei.
Queste azioni coincidono con un cambiamento nelle partnership sull’intelligenza artificiale del Pentagono. Il Dipartimento della Difesa ha rescisso il contratto con Anthropic, lo sviluppatore dello strumento di intelligenza artificiale Claude, temendo che lo strumento venisse utilizzato per operazioni non autorizzate. Il governo lo ha rapidamente sostituito con un accordo con Open AI.
Le implicazioni di questo cambiamento e l’apparente volontà dell’amministrazione di impiegare l’intelligenza artificiale in manovre geopolitiche aggressive sollevano seri interrogativi sul futuro della guerra. Il giornalista Chris Stokel-Walker avverte che ciò rappresenta una pericolosa escalation nell’uso dell’intelligenza artificiale nei conflitti internazionali.
La tempistica di questi eventi suggerisce una mossa deliberata per garantire le capacità dell’IA per scopi militari, indipendentemente dai confini etici o contrattuali. Questo cambiamento potrebbe segnare una nuova era nelle operazioni segrete e negli omicidi mirati, in cui l’intelligenza artificiale svolge un ruolo decisivo nella pianificazione e nell’esecuzione. La dipendenza dall’intelligenza artificiale rispetto alla supervisione umana solleva ulteriori preoccupazioni sulla responsabilità e sulle conseguenze indesiderate.
Le azioni dell’amministrazione dimostrano un allarmante disprezzo per i vincoli etici e gli obblighi contrattuali nel perseguimento degli obiettivi geopolitici. Il passaggio all’intelligenza artificiale aperta sottolinea la volontà di dare priorità alle capacità operative rispetto alle linee guida aziendali, normalizzando potenzialmente l’uso dell’intelligenza artificiale in scenari di forza letale.

























