Elon Musk sposta l’attenzione: da Marte alla Luna e perché è importante

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Elon Musk, la forza trainante di SpaceX, ha ricalibrato pubblicamente le sue ambizioni per la colonizzazione spaziale. Dopo aver sostenuto per anni un percorso diretto verso Marte, ora sostiene la creazione di una città sulla Luna come prossima pietra miliare. Questo cambiamento, pur apparendo improvviso, riflette un crescente pragmatismo all’interno dell’industria spaziale e riconosce le enormi sfide per raggiungere e sostenere la vita sul Pianeta Rosso.

La realtà dietro l’hype

Per anni, la retorica su Marte di Musk ha spesso superato i progressi dimostrabili di SpaceX. Gli esperti di politica spaziale, come Wendy Whitman Cobb, hanno notato una disconnessione tra le grandi dichiarazioni di Musk e le effettive pratiche di assunzione della società, che non hanno dato priorità alle tecnologie specifiche per Marte. Ciò ha portato allo scetticismo, e molti si sono chiesti se la colonizzazione di Marte sia mai stata l’obiettivo principale o semplicemente una strategia di marketing di alto profilo.

Gli ostacoli tecnici per una missione su Marte sono immensi: habitat, produzione alimentare, schermatura contro le radiazioni, rifornimento nello spazio e persino il lancio di razzi dalla sottile atmosfera di un altro pianeta richiedono tutti anni – se non decenni – di sviluppo. Al contrario, la Luna offre un terreno di prova molto più accessibile, consentendo un’iterazione più rapida e potenziali evacuazioni di emergenza.

Approccio calcolato della NASA

La NASA persegue da tempo la strategia “Luna-Marte”, riconoscendo la Luna come un terreno di prova per tecnologie e procedure vitali per le missioni nello spazio profondo. Il programma Artemis mira a stabilire una base lunare, fornendo un’esperienza preziosa prima di tentare il viaggio più lungo e pericoloso verso Marte. Come sottolinea l’astronomo Paul Byrne, il momento ideale per costruire una presenza lunare era decenni fa, ma “il secondo momento migliore per farlo è adesso”.

Geopolitica e concorrenza guidano il cambiamento

Al di là delle considerazioni tecniche, sono probabilmente in gioco fattori geopolitici. La Cina sta espandendo attivamente il suo programma spaziale, con piani per una presenza lunare entro il prossimo decennio, e gli Stati Uniti non vogliono essere superati. Allo stesso modo, la decisione di SpaceX potrebbe derivare dalla concorrenza diretta con Blue Origin, la società spaziale di Jeff Bezos, che sta anche sviluppando lander lunari per la NASA. Questa rivalità, combinata con l’imminente IPO di SpaceX e la necessità di dimostrare un modello di business fattibile, potrebbe guidare lo spostamento verso obiettivi più raggiungibili.

Le tempistiche di Musk rimangono ottimistiche

Nonostante questo apparente realismo, Musk continua a offrire scadenze ambiziose. Ora sostiene che una città lunare precederà una colonia marziana entro “5-7 anni”, una proiezione che gli esperti spaziali ritengono estremamente ottimistica. Musk ha ripetutamente spostato gli obiettivi per la colonizzazione di Marte, prevedendo in precedenza l’arrivo dell’uomo entro il 2022, 2024 o 2029 – nessuno dei quali si è materializzato.

Il rischio di affaticamento pubblico

Man mano che il divario tra il marketing di Musk e la realtà lenta e incrementale dell’esplorazione spaziale si allarga, c’è un crescente rischio di disillusione da parte del pubblico. Gli esperti temono che continuare a fare promesse eccessive potrebbe erodere il sostegno ai programmi spaziali quando i finanziamenti sostenuti e l’entusiasmo del pubblico sono fondamentali.

In definitiva, lo spostamento verso la Luna rappresenta un percorso più pragmatico, anche se meno sensazionale. Sebbene Marte rimanga un’ambizione a lungo termine, riconoscere le immense sfide e dare priorità al progresso incrementale è essenziale per garantire il futuro dell’esplorazione spaziale.

La realtà lenta, costosa e attenta dell’esplorazione spaziale richiede onestà riguardo alle tempistiche. Se le persone comprendessero la portata delle sfide, potrebbero essere più disposte a sostenere lo sforzo multigenerazionale necessario per raggiungere veramente Marte.