Le prove archeologiche confermano che gli esseri umani che vivevano nell’odierna Ucraina costruirono abitazioni utilizzando le ossa di mammut circa 18.000 anni fa. Le strutture, scoperte vicino al villaggio di Mezhyrich, a sud-est di Kiev, rappresentano un ingegnoso adattamento alle dure condizioni dell’ultima era glaciale. Questa scoperta evidenzia non solo la sopravvivenza, ma anche il modo in cui i primi esseri umani utilizzavano in modo creativo le risorse disponibili in ambienti estremi.
Il sito di Mezhyrich: un insediamento costruito sulle ossa
Gli scavi condotti tra il 1966 e il 1974 rivelarono inizialmente la disposizione dei resti di mammut, suggerendo una costruzione intenzionale. Un recente riesame e raffinate tecniche di datazione hanno ora individuato la parte più antica della struttura più grande tra 18.323 e 17.839 anni fa, un periodo immediatamente successivo all’Ultimo Massimo Glaciale, la fase più fredda dell’ultima era glaciale. Il sito probabilmente serviva come rifugio temporaneo per 5-7 persone, utilizzato per un massimo di 429 anni, suggerendo che non si trattasse di insediamenti permanenti ma piuttosto di risposte pratiche a bisogni di sopravvivenza immediati.
Come venivano utilizzate le ossa di mammut nelle costruzioni
Le abitazioni furono costruite con fondamenta di teschi di mammut e ossa lunghe conficcate verticalmente nel terreno, formando una base. I ricercatori ritengono che su questa fondazione sarebbe stata eretta una struttura di legno, ricoperta di pelli di animali o corteccia di betulla per l’isolamento. Sulla parte superiore venivano poste zanne di mammut e ossa piatte, che fungevano da pesi per fissare il tetto e fornire protezione dal vento.
“Questi rifugi erano soluzioni pratiche per la sopravvivenza piuttosto che insediamenti permanenti”, hanno osservato gli archeologi, sottolineando la natura pragmatica della costruzione.
Perché è importante: adattamento e intraprendenza
L’uso delle ossa di mammut non è esclusivo dell’Ucraina; strutture simili sono state trovate altrove nell’Europa orientale. Tuttavia, la datazione precisa di Mezhyrich offre nuove informazioni sulla cronologia di questi adattamenti. Dimostra che anche alla fine dell’ultimo periodo glaciale, gli esseri umani stavano attivamente riutilizzando i resti della megafauna come rifugio. Questo periodo è stato un periodo di rapidi cambiamenti climatici e di risorse in diminuzione, quindi questo ingegno sarebbe stato vitale.
Alcuni ricercatori, come Francois Djindjian, avvertono che sono necessarie ulteriori datazioni al radiocarbonio in tutto il sito per confermare pienamente la cronologia. Tuttavia, le prove suggeriscono fortemente che le comunità dell’era glaciale in Ucraina padroneggiavano una tecnica di costruzione unica ed efficace, trasformando i resti di giganti estinti in un’architettura salvavita.
Questa scoperta sottolinea l’adattabilità umana di fronte a condizioni estreme e fornisce un esempio tangibile di come le prime comunità prosperarono in un mondo radicalmente diverso dal nostro.
