Gli agricoltori di tutto il mondo stanno adottando silenziosamente un nuovo strumento sorprendente nella lotta contro il cambiamento climatico: la roccia frantumata. Dalle risaie in India ai campi di mais negli Stati Uniti, spargere basalto polverizzato – un’abbondante roccia vulcanica – sui terreni agricoli si sta rivelando un modo sorprendentemente efficace per estrarre l’anidride carbonica dall’atmosfera e allo stesso tempo aumentare i raccolti. Il metodo, noto come Enhanced Rock Weathering (ERW), non è una tecnologia futuristica; è un processo naturale accelerato attraverso un’applicazione semplice e a bassa tecnologia.
La scienza dietro la polvere di pietra
Il basalto, la roccia più comune sulla superficie terrestre, non si limita a rimanere inerte nel terreno. Una volta scomposti, i suoi minerali reagiscono con la CO2 atmosferica, trasformandola in minerali carbonatici stabili – in sostanza, intrappolando permanentemente i gas serra. Questo non è un fenomeno nuovo. Nel corso del tempo geologico, questo processo di alterazione ha regolato naturalmente il ciclo del carbonio della Terra. Ma accelerarlo intenzionalmente sui terreni agricoli offre una soluzione tangibile all’aumento dei livelli di CO2.
I vantaggi vanno oltre la cattura del carbonio. Il basalto rilascia nutrienti essenziali come calcio, magnesio, potassio e silice, migliorando la salute del suolo e promuovendo una crescita più forte delle piante. Gli studi dimostrano che i campi trattati con basalto vedono un aumento dei raccolti: mais del 12%, soia del 16% nel Midwest degli Stati Uniti e riso del 23% in India. Questa non è solo una vittoria ambientale; è una questione economica, che potenzialmente aggiunge miliardi ai redditi degli agricoltori.
Implementazione e sfide globali
Per avere un impatto significativo, l’ERW richiederebbe l’estrazione di circa 13 miliardi di tonnellate di basalto all’anno: un’impresa enorme. In prospettiva, ciò equivale a 400 milioni di betoniere di cemento per un valore di roccia. Alcuni critici, come l’avvocato Bhoomika Chaudhury, avvocato specializzato in diritti umani e affari, mettono in guardia contro l’estrazione mineraria su larga scala, citando potenziali disagi ambientali e sociali.
Tuttavia, i sostenitori sostengono che i benefici superano i costi. Il processo evita la concorrenza con l’uso del territorio (a differenza della riforestazione) e richiede meno infrastrutture tecniche rispetto alle tecnologie di cattura diretta dell’aria. Inoltre, l’impatto ambientale dell’estrazione del basalto potrebbe essere meno grave dell’attuale produzione di fertilizzanti, che si basa su fabbriche ad alta intensità energetica e spesso genera significative emissioni di gas serra.
Applicazioni nel mondo reale e primi risultati
Aziende come Mati Carbon stanno già implementando le ERW sul campo. Fondata nel 2022, Mati Carbon lavora con oltre 16.000 agricoltori in India e Africa, spargendo 300.000 tonnellate di polvere di basalto. I primi dati provenienti dalle risaie indiane mostrano risultati promettenti: gli agricoltori catturano circa 4 tonnellate di CO2 per ettaro, con aumenti della resa fino al 23%.
Le implicazioni sono significative, in particolare per le comunità agricole vulnerabili nelle regioni sensibili al clima. In India, le piogge monsoniche sono diminuite del 15% negli ultimi 75 anni, aumentando la frequenza della siccità e delle ondate di caldo. La capacità del basalto di migliorare la resistenza alla siccità potrebbe essere un’ancora di salvezza per gli agricoltori di queste aree.
Guardando al futuro
Anche se il ridimensionamento dell’ERW deve affrontare ostacoli logistici, i potenziali benefici sono convincenti. La combinazione di questo metodo con altre strategie di rimozione del carbonio – come la riforestazione e la cattura diretta dell’aria – potrebbe creare un potente strumento per combattere il cambiamento climatico.
Lo spargimento di roccia frantumata sui terreni agricoli non è una soluzione miracolosa, ma è una soluzione scalabile e a bassa tecnologia con il potenziale per fare una differenza significativa. Per gli agricoltori come quelli di Sarekha Khurd, in India, non si tratta solo di salvare il pianeta; si tratta di garantire loro il sostentamento in un mondo in rapido cambiamento.


























