Un nuovo studio suggerisce un meccanismo plausibile attraverso il quale i nutrienti generati sulla superficie di Europa, luna di Giove, potrebbero raggiungere il suo oceano sotterraneo, sostenendo potenzialmente la vita. La ricerca, condotta dai geofisici della Washington State University e della Virginia Tech, affronta una questione di vecchia data su come l’oceano di Europa – che contiene più acqua liquida di tutti gli oceani della Terra messi insieme – potrebbe rimanere abitabile nonostante sia coperto da uno spesso guscio di ghiaccio che blocca la luce solare.
Il problema della sopravvivenza sotto il ghiaccio
L’oceano di Europa è privo di luce solare diretta, il che significa che qualsiasi vita potenziale al suo interno deve fare affidamento su fonti energetiche e nutritive alternative. Le intense radiazioni provenienti da Giove bombardano costantemente la superficie di Europa, interagendo con sali e altri materiali per creare nutrienti che potrebbero sostenere la vita microbica. Tuttavia, la sfida è stata spiegare come questi nutrienti migrano attraverso lo spesso guscio di ghiaccio per raggiungere l’oceano sottostante.
Ispirato dalla Terra: delaminazione della crosta su Europa
I ricercatori hanno tratto ispirazione dai processi geologici della Terra, in particolare dalla delaminazione della crosta, dove porzioni dense di crosta affondano nel mantello. Hanno teorizzato che il ghiaccio più denso e arricchito di sale sulla superficie di Europa potrebbe allo stesso modo staccarsi e affondare attraverso il guscio ghiacciato. Studi precedenti hanno già dimostrato che le impurità indeboliscono la struttura cristallina del ghiaccio, rendendolo meno stabile del ghiaccio puro.
Come funziona: un guscio di ghiaccio “gocciolante”.
La chiave è che il ghiaccio più denso e salato circondato da ghiaccio più puro sarebbe instabile e affonderebbe all’interno. La modellizzazione computerizzata dimostra che questo processo può avvenire in modo efficace anche con un minimo indebolimento del ghiaccio superficiale. L’azione di affondamento fornisce un modo per riciclare i materiali della superficie di Europa e fornire nutrienti all’oceano. Questo processo è anche relativamente rapido, il che lo rende un meccanismo praticabile a lungo termine per sostenere l’abitabilità.
Implicazioni per la vita extraterrestre
I risultati dello studio sono significativi perché affrontano uno dei maggiori ostacoli all’abitabilità di Europa. I ricercatori sottolineano che questo nuovo modello è un segnale positivo per la potenziale esistenza di vita extraterrestre nell’oceano di Europa.
“Si tratta di un’idea nuova nella scienza planetaria, ispirata da un’idea ben compresa nella scienza della Terra”, ha affermato il dottor Austin Green della Virginia Tech. “La cosa più entusiasmante è che questa nuova idea affronta uno dei problemi di abitabilità di lunga data su Europa ed è un buon segno per le prospettive di vita extraterrestre nel suo oceano”.
La ricerca è stata pubblicata sul Planetary Science Journal (Green & Cooper, 2026). Questo studio offre un’ipotesi convincente e verificabile che potrebbe rimodellare la nostra comprensione del potenziale di Europa di ospitare la vita.


























