Il previsto Deposit Return Scheme (DRS) del Galles si trova ad affrontare una forte opposizione da parte dei principali gruppi industriali che avvertono che includere il vetro nello schema potrebbe gonfiare i prezzi al consumo e creare un rischio di frode di 300 milioni di sterline. Le preoccupazioni, delineate in una lettera congiunta al Primo Ministro gallese, derivano dalla decisione di divergere dal resto del Regno Unito, che inizialmente implementerà il DRS solo per bottiglie di plastica e lattine di metallo.
La controversia principale: perché il vetro?
I rappresentanti dell’industria sostengono che l’insistenza del Galles sull’inclusione del vetro non è necessaria, poiché il 92% del vetro domestico viene già riciclato efficacemente all’interno del paese. L’aggiunta del vetro al DRS costringerà le aziende, in particolare i rivenditori più piccoli, a investire in distributori automatici più ingombranti e costosi in grado di gestire il materiale.
I costi aggiuntivi verranno inevitabilmente trasferiti ai consumatori attraverso l’aumento dei prezzi. L’industria sostiene inoltre che l’approccio unico del Galles crea un disallineamento logistico con il resto del Regno Unito, rendendolo vulnerabile alle frodi transfrontaliere.
Preoccupazioni antifrode e urgenza di un amministratore
La coalizione di 9.000 aziende avverte che senza un amministratore dedicato nominato immediatamente, il Galles rischia di non rispettare la data di lancio prevista per ottobre 2027. Questo ritardo potrebbe esporre il Paese a un conto annuale di frode fino a 300 milioni di sterline. Il rischio di frode deriva da individui che sfruttano le discrepanze tra i sistemi DRS gallese e britannico riscattando i depositi su articoli acquistati al di fuori del Galles.
Nello specifico, sostengono che le persone potrebbero portare bottiglie vuote oltre confine per riscattare fraudolentemente i depositi.
Risposta del governo e proposte alternative
Il governo gallese sostiene che il progetto rappresenta un passo cruciale verso la fine della cultura dell’usa e getta e si basa sulle migliori pratiche globali. Affermano che la nomina di un amministratore del sistema avviene attraverso un processo trasparente.
Nel frattempo, Plaid Cymru ha suggerito un approccio graduale, raccomandando di aggiungere il vetro in un secondo momento, in linea con il resto del Regno Unito, per evitare inutili interruzioni.
Punti chiave
La controversia evidenzia le sfide pratiche legate all’attuazione della politica ambientale nelle regioni decentrate. Sebbene l’obiettivo di ridurre i rifiuti e aumentare il riciclaggio sia ampiamente sostenuto, divergere da un approccio unificato del Regno Unito rischia di avere conseguenze economiche indesiderate e potenziali frodi, sollevando interrogativi su come raggiungere al meglio la sostenibilità senza compromettere la vitalità del settore.


























