Artemis 2 batterà il record di distanza umana, superando l’Apollo 13

0
5

La missione Artemis 2 della NASA è destinata a diventare la missione più lontana mai raggiunta da un essere umano dalla Terra, superando il precedente record detenuto dall’Apollo 13 dal 1970. L’equipaggio di quattro persone – composto dagli astronauti della NASA Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch, insieme all’astronauta canadese Jeremy Hansen – raggiungerà una distanza massima di 252.757 miglia (406.773 chilometri) dal nostro pianeta il 6 aprile.

La nuova distanza e come è stata calcolata

Il record attuale è di 248.655 miglia (400.171 km), raggiunto durante il ritorno di emergenza dell’Apollo 13 dopo che un’esplosione a bordo costrinse la missione in uno scenario di sopravvivenza. La nuova stima della distanza per Artemis 2 non è speculativa; si basa su dati reali derivanti dall’iniezione translunare (TLI) della capsula, un’accensione del motore di sei minuti che ha spinto Orion verso la luna.

Questa precisione è significativa perché TLI blocca effettivamente la traiettoria della missione. Come hanno notato i funzionari della NASA, questa combustione imposta anche il percorso di ritorno verso la Terra, funzionando quasi come una manovra di deorbita pre-programmata.

Perché questo è importante al di là di un record

Anche se battere un record è notevole, lo scopo principale di Artemis 2 non è solo la distanza. Si tratta di un volo di prova fondamentale per la capsula Orion, progettata per dimostrare la sua capacità di trasportare esseri umani da e verso la luna in sicurezza.

Questa missione è un trampolino di lancio verso obiettivi più ambiziosi, incluso il primo atterraggio lunare con equipaggio nell’ambito del programma Artemis, previsto per Artemis 4 alla fine del 2028. A differenza dell’Apollo 13, che fu costretto a un sorvolo, Artemis 2 è stata sempre intesa come una dimostrazione delle capacità di Orion, piuttosto che come un tentativo di atterraggio.

Un contrasto con l’Apollo 13

La distanza record dell’Apollo 13 è nata da una crisi. La missione doveva atterrare sulla Luna, ma un catastrofico guasto al serbatoio dell’ossigeno la trasformò in una lotta disperata per la sopravvivenza. L’equipaggio – Jim Lovell, Fred Haise e Jack Swigert – e le squadre di terra del Mission Control, hanno trasformato un disastro in un trionfo dell’ingegno umano.

“L’iniezione translunare è l’ultimo grande motore acceso della missione. Propelle Orion su un percorso verso la luna e lo imposta sulla traiettoria di ritorno libero che alla fine riporterà l’equipaggio sulla Terra per l’ammaraggio.”

Artemis 2, al contrario, è una dimostrazione attentamente pianificata ed eseguita. Onora l’eredità dell’Apollo 13 ma lo fa con il vantaggio di decenni di progresso tecnologico e di un chiaro obiettivo di missione.

Questa missione rappresenta un nuovo capitolo nell’esplorazione lunare, basandosi sui risultati ottenuti in passato e ponendo le basi per una presenza umana sostenibile oltre la Terra.